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Cambio monetario, conversione euro e quotazioni delle principali valute estere
Per monitorare quotidianamente l'andamento delle borsa italiana e internazionale, delle quotazioni delle valute e i cambi delle valute estere, Milano Finanza OnLine mette a disposizione gli aggiornamenti in tempo reale nella sezione dedicata Valute.

Naturalmente, appartenendo il nostro mercato all'area di Eurolandia, il punto di partenza per ogni raffronto di cambio monetario è la conversione in euro, da che – il 1° gennaio 1999 (data del debutto sui mercati finanziari) – 11 Paesi aderenti alla Comunità Europea decisero di convertire la loro moneta nazionale nell'odierno euro: questi Paesi furono l'Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, l'Irlanda, l'Italia, il Lussemburgo, l'Olanda, il Portogallo e la Spagna. Via via se ne aggiunsero altri, fino all'attuale configurazione della cosiddetta Eurozona, mentre, dal 1° gennaio 2002, ebbe inizio anche l'effettiva circolazione della nuova moneta unica. Tra i possibili raffronti monetari da allora operanti, quelli del cambio dollaro euro e del cambio euro sterlina sono sicuramente tra i più significativi per l'economia europea e per quella italiana.

Dal punto di vista economico-finanziario, infatti, e quindi anche sul piano dell'andamento della borsa, delle valute, delle relative quotazioni, del cambio monetario e della conversione in euro, l'Italia appartiene alla macrosfera del capitalismo occidentale (all'interno, comunque, della più vasta "globalizzazione") e dunque il raffronto con i cambi delle valute estere di due Paesi occidentali trainanti quali gli Usa e il Regno Unito è sempre interessante e, in particolare per quanti s'intendono di politiche monetarie, oltremodo significativo. È ad esempio notevole che il cambio dollaro euro sia da sempre favorevole alla divisa europea, con massimi storici superiori all'1,42, quando, solo fino a pochi anni fa, eravamo abituati a un dollaro che valeva circa 2.000 lire. Analogamente il cambio euro sterlina si è stabilizzato sullo 0,68 circa (ovvero un euro vale poco più della metà di una sterlina), mentre prima, per fare una sterlina, servivano circa 3.500 lire. In sostanza, e a grandi linee, l'apprezzamento valutario dell'euro rispetto a divise storiche quali il dollaro e la sterlina ha fatto sì che la capacità d'investimento europea sui mercati esteri sia aumentata.

Per approfondire l'argomento entra nelle sezioni di Milano Finanza OnLine dedicate a Borsa e Valute.

 
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