|
Gli OICR (Organismi d'Investimento Collettivo del Risparmio), o più semplicemente, fondi comuni di investimento, sono stati istituiti in Italia nel 1984, con la finalità (implicita nel nome stesso del nuovo strumento finanziario) di raccogliere le somme di più risparmiatori e investirle, per mezzo di una Società di gestione, in determinate attività unitariamente, cioè come un unico patrimonio.
Inizialmente ne esistevano solo tre tipologie: i fondi obbligazionari, i fondi azionari e quelli bilanciati. Erroneamente, nella percezione comune, si è pensato a lungo che a ognuna delle tre tipologie corrispondessero investimenti, rispettivamente, del 100% in obbligazioni, del 100% in azioni e del 50% + 50% misti (azioni + obbligazioni). Secondo le più recenti classificazioni (in particolare quella di Assofondi ora Assogestioni, l'Associazione delle Società di gestione), per i fondi comuni di investimento si devono anzitutto considerare 5 macro-categorie: fondi azionari, bilanciati, obbligazionari, di liquidità (o monetari) e flessibili, che si contraddistinguono appunto per le percentuali massime e minime di investimento azionario. Così, i fondi comuni di investimento flessibili non hanno vincoli in relazione a ciò che in termini tecnici si chiama asset allocation azionaria (da 0 al 100% di azioni); i fondi bilanciati possono investire in azioni dal 10 al 90%; i fondi azionari almeno il 70%; i fondi obbligazionari non possono investire in azioni (salvo il caso dei fondi obbligazionari misti, con una percentuale massima del 20%); i fondi di liquidità non possono mai investire in azioni. Indipendentemente dalla tipologia del fondo comune (e alle macro-categorie qui elencate si dovrebbe aggiungere tutta una serie di sottocategorie: dai fondi chiusi a quelli aperti, dai fondi di distribuzione a quelli di accumulazione dei proventi, da quelli italiani a quelli esteri, da quelli indicizzati ai cosiddetti armonizzati, ecc.), i partecipanti/sottoscrittori del fondo hanno gli stessi diritti: gli utili o le perdite (dal momento che i fondi comuni di investimento non garantiscono un rendimento certo) sono cioè ripartiti in proporzione a quanto investito da ciascuno, o meglio, al numero di quote detenute. Classificate tra gli OICR, vi sono infine le SICAV (ovvero Società di Investimento a Capitale Variabile). Queste società per azioni si distinguono tuttavia dai classici fondi comuni di investimento per il fatto che, mentre nei primi l'investitore è titolare di una o più quote del fondo stesso e questo viene amministrato da una società di gestione distinta (con un suo proprio capitale societario), nelle SICAV vi è invece una società gerente il cui patrimonio coincide con il fondo amministrato e gli investitori ne sono veri e propri soci. Se vuoi saperne di più sui fondi comuni d'investimento (fondi obbligazionari, fondi azionari, misti, SICAV, ecc.) e sul loro andamento, visita la sezione dedicata. |